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Quando il cielo oscuro mi chiama
in un abbraccio eterno,
liberatorio,
che fa sparire il dolore
che non mi lascia più pensare,
mi riporta al niente che ero
e che prima o poi tornerò ad essere,
e quando questo succede
mi verrebbe la tentazione
di afferrare questa mano tesa
che tanta pace promette.
Non considero da vigliacchi
ma da persone libere,
è come medicina,
è come un viaggio
dal quale non si torna.
E poi,
poi ci sei tu
che mi ancori alla realtà,
quella che non mi piace,
quella che so
mi farà faticare,
soffrire
e piangere.
Ma il mio dolore
non vale il tuo,
il mio prezzo
non devi pagarlo tu,
perché altri avrebbero solo parole.
Non sono un altruista,
ma so amare
e so quanta sofferenza ti porterebbe
il mio voler smettere.
Quindi resto.
Malconcio combatto,
malconcio mi rialzerò,
malconcio ricomincerò
ad essere
risate,
tempo buono
e amore,
per chi adesso mi dice tra le righe
“ti prego resta, non andare da nessuna parte, perché sennò io cosa faccio”.
Quindi resto,
non vado da nessuna parte.
Ti amo.
Tu piccolo
Mia meraviglia inconsapevole,
ma empatico abbastanza
per subodorare qualcosa.
Non sono il leone che credevo.